Giuseppe Veneziano è nato nel 1971 a Mazzarino. Vive a Riesi (CL) fino all’età di 18 anni. Si laurea in Architettura all’Università di Palermo nel 1996. L’anno successivo si trasferisce a Bologna e collabora con lo studio di architettura Glauco Gresleri. Nel 1998 ritorna a Riesi e apre uno studio di architettura. Parallelamente all’attività di architetto realizza vignette, illustrazioni e fumetti per alcuni quotidiani (Giornale di Sicilia, La Sicilia), per la rivista “Stilos” e per la Casa Editrice “Il capitello”.

Dal 2000 al 2002 è Docente di Storia dell’Arte e Direttore Didattico dell’Accademia di Belle Arti “Giorgio de Chirico” di Riesi.

Nel 2002 si trasferisce definitivamente a Milano per dedicarsi esclusivamente alla pittura e all’insegnamento.

La sua prima mostra risale al 2004 grazie alla conoscenza dello scrittore Andrea G. Pinketts che lo invita ad esporre presso il locale milanese “Le Trottoir”. Durante i giorni di preparazione della mostra, l’artista Maurizio Cattelan realizza la sua installazione dei bambini/fantoccio impiccati alla quercia antistante al locale. Giuseppe Veneziano inserisce come ultima opera della mostra, il ritratto di Cattelan con un cappio al collo e lo appende allo stesso ramo dell’albero dove pochi giorni prima l’artista padovano aveva realizzato la sua installazione. L’opera viene notata dai media che ne danno la notizia e dalla rivista di settore “Flash Art” che la pubblica in copertina.

Nel 2006 realizza, presso i locali della prestigiosa e storica galleria “Luciano Inga Pin”, la mostra dal Titolo: “American Beauty”. Tra le opere esposte ce n’è una che ritrae la scrittrice Oriana Fallaci decapitata che desta subito scandalo. La mostra diventa oggetto di dibattito mediatico e intervengono personalità del calibro di Dario Fò, Oliviero Toscani, il Ministro Calderoli, Giulio Andreotti. Lucia Annunziata sulla “Stampa” e Renato Farina su “Libero” scrivono diversi editoriali. Tra i critici d’arte intervengono Philippe Daverio e Flavio Caroli. Anche la stessa scrittrice Oriana Fallaci scrive diversi articoli (su Libero e New Yorker) invitando i magistrati a inquisire il pittore per istigazione all’omicidio. La mostra viene presa di mira anche da alcuni blog americani come esempio di un sentimento anti-americano da parte dell’Europa.

Nel 2007 viene invitato alla VI Biennale di San Pietroburgo; nel 2008 rappresenta l’ltalia insieme ad altri venti artisti nella mostra “Artâthlos” in occasione dei XXXIX Giochi Olimpici di Pechino; nel 2009 partecipa alla IV Biennale d’arte di Praga.

Nel 2009 avvengono due episodi che riportano Veneziano sotto i riflettori dei media nazionali. Il primo riguarda un’opera dal titolo “Novecento” dove vengono ritratti alcuni protagonisti della politica del ‘900 come: Hitler, Stalin, Mussolini e Berlusconi, accoppiarsi con diverse eroine del fumetto e porno star. L’opera diventa d’attualità quando scoppiano gli scandali dei festini a sfondo sessuale nelle residenze del Presidente Berlusconi. La foto dell’opera viene, inoltre, pubblicata sulla copertina del libro di Paolo Guzzanti: “Mignottocrazia”. L’altro episodio riguarda l’opera “La Madonna del Terzo Reich” esposta per la prima volta alla Fiera d’arte di Verona. Notata da alcuni giornalisti in anteprima dall’apertura della fiera, diventa notizia di cronaca su diversi quotidiani che gridano allo scandalo. Intervengono il Sindaco Flavio Tosi, il Vescovo e il Rabbino di Verona che ne chiedono l’immediata rimozione. Dopo la censura dell’opera Veneziano inscena una protesta, rivendicando la propria libertà d’espressione, proprio davanti la parete bianca dove prima era esposto il quadro. A sostegno dell’artista siciliano interviene lo scrittore Aldo Busi.

Risale al 2010 la prima mostra antologica di Giuseppe Veneziano dal titolo “Zeitgeist”. Il Comune di Pietrasanta ospita la mostra nei propri locali, ma prima della sua inaugurazione, avvengono diverse proteste da parte del parroco locale, del Vescovo di Lucca e dell’Arcivescovo di Pisa, per impedire l’esposizione dell’opera “La Madonna del Terzo Reich”. Il Sindaco decide di ritirare il patrocinio ma non di chiudere la mostra. Anche in questo caso la bagarre mediatica investe quasi tutti i mezzi di comunicazione. Nel dibattito intervengono Vittorio Sgarbi (che riproporrà la mostra a Salemi, dove allora era Sindaco), Giampiero Mughini, Andrea Pinketts. Moni Ovadia e i critici d’arte: Achille Bonito Oliva e Ivan Quaroni. La mostra ebbe un notevole successo, quasi 10.000 visite. Grazie alla mostra di Pietrasanta, l’artista siciliano viene notato dal gallerista Stefano Contini che gli propone di collaborare con la sua galleria.

Nel 2011 partecipa alla 54ª Biennale di Venezia.

Nel 2012 è invitato alla Biennale Italia-Cina. Nel 2014 realizza l’immagine di copertina e il booklet dell’album “McMao” dei Management del Dolore Post-Operatorio.

Dalla critica e dalle riviste di settore è riconosciuto come uno dei massimi esponenti della “New Pop italiana” e del gruppo “Italian Newbrow”